L’analisi del panorama enogastronomico nazionale richiede strumenti di valutazione rigorosi e imparziali. Durante la serata finale delle premiazioni di Great Taste in Italy 2026, svoltesi l’8 settembre a Bergamo negli spazi di gres art 671, Alberto Gottardi, Presidente dell’Associazione La Tavola di Mecenate ETS, ha illustrato l’impatto tecnico di questo prestigioso format sul tessuto produttivo italiano. Il progetto, realizzato in collaborazione stretta con la Guild of Fine Food, mira a superare i confini delle tradizionali certificazioni DOP e IGP attraverso la metodologia oggettiva del blind-tasting internazionale.
I numeri della rassegna confermano l’efficacia e la selettività del modello: a fronte di oltre 15.000 prodotti valutati globalmente, il sistema ha assegnato 175 riconoscimenti a eccellenze italiane, con 20 referenze insignite delle prestigiose 3 stelle.
Il focus strategico del lavoro promosso da Gottardi si concentra sulla necessità di offrire alle micro-filiere una sede di giudizio diretta e trasparente. L’aspetto cruciale risiede nella mediazione culturale: l’obiettivo è far comprendere appieno la rusticità e l’autenticità delle produzioni artigianali senza imporre standardizzazioni del sapore finalizzate a compiacere superficialmente i mercati esteri.
In questo quadro, il giudizio “alla cieca” riesce a decostruire gli stereotipi legati al Made in Italy, premiando artigiani indipendenti a volte anche a dispetto dei prodotti certificati dai grandi consorzi. Questa restituzione tecnica fornisce alle Piccole e Medie Imprese un feedback inestimabile, costituendo una solida base per pianificare l’internazionalizzazione con piena consapevolezza commerciale.