Tutela e internazionalizzazione: le sfide di Origin Italia a Great Taste in Italy
La salvaguardia del patrimonio agroalimentare italiano necessita di un’architettura istituzionale solida, capace di operare in sinergia su scala globale. In occasione della finale di Great Taste in Italy a Bergamo, Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia, ha delineato il perimetro d’azione dell’organizzazione che rappresenta i consorzi di indicazione geografica DOP e IGP del nostro Paese. Con oltre novanta consorzi associati, la realtà istituzionale si pone come interlocutore primario per la tutela delle eccellenze, dai grandi formaggi ai salumi, fino alle produzioni vegetali d’eccellenza.
L’impianto tecnico-giuridico che sostiene le indicazioni geografiche ha vissuto un passaggio fondamentale con l’emanazione del nuovo regolamento europeo nel maggio 2024, concepito per rafforzare le tutele contro le imitazioni e favorire lo sviluppo commerciale del settore. Il comparto italiano delle denominazioni geografiche genera attualmente un fatturato superiore ai dieci miliardi di euro, rappresentando un pilastro per lo sviluppo socio-economico delle aree rurali.
La proiezione internazionale si conferma l’asset strategico principale. La stipula di accordi bilaterali extra-europei ha permesso di estendere il regime di protezione in mercati cruciali come Canada e Giappone, arginando fenomeni di contraffazione che storicamente penalizzano le esportazioni del Made in Italy. Fornire ai consorzi e ai produttori gli strumenti normativi per operare in sicurezza sui mercati esteri significa garantire non solo la qualità organolettica certificata, ma anche la sostenibilità economica delle micro-filiere territoriali.