Il territorio piemontese si conferma un polo di assoluta eccellenza per l’agroalimentare e per le strategie di sviluppo turistico. In un recente incontro svoltosi a Valcasotto, in provincia di Cuneo, Elena Vassallo ha dialogato approfonditamente, per Videoedgustando, con Paolo Bongioanni, Assessore regionale al Turismo, Agricoltura, Commercio e Sport. L’analisi territoriale parte da un dato strutturale di grande rilievo: la capacità produttiva della provincia Granda, che vanta la presenza di 66.000 aziende su 550.000 abitanti, delineando un rapporto virtuoso e primatista in Italia tra densità imprenditoriale e popolazione. Il settore trainante si conferma la filiera agroalimentare, un ecosistema capace di valorizzare materie prime di altissima qualità dalla terra fino alla tavola, sublimandole attraverso le competenze dei maestri del gusto locali.
Sul fronte dell’attrattività, il Piemonte sta vivendo una fase di espansione turistica senza precedenti. Oltre a capitalizzare sul consolidato circuito dei grandi laghi, dei paesaggi vitivinicoli collinari tutelati dall’UNESCO e del turismo montano praticato sia in estate che in inverno, la regione ha siglato un inedito protocollo strategico con la Liguria. Questa sinergia permetterà di ampliare l’offerta turistica integrandola con la componente marittima. L’efficacia di queste politiche è certificata da numeri storici: nel primo semestre dell’anno, il Piemonte si è posizionato come terza regione in Italia per flussi turistici, raggiungendo il vertice assoluto nel mese di luglio con un incremento percentuale superiore al 9%. Si tratta di un primato eccezionale, essendo la prima volta nella storia che una regione non marittima domina le presenze nazionali durante il picco della stagione estiva.
Parallelamente all’enogastronomia, il 2026 consacra la regione come leader europeo per l’ospitalità di grandi eventi sportivi internazionali, con appuntamenti di assoluto prestigio come le ATP di tennis previste a metà novembre e i campionati assoluti di boxe in programma per dicembre. Il focus finale del confronto si sposta sulle specificità di Valcasotto e dell’intero bacino del Monregalese. Quest’area rappresenta un autentico giacimento di sapori, producendo ben il 22% dei prodotti a denominazione di origine (DOP, IGP e DOC) dell’intero Piemonte. Un patrimonio culinario che trova la sua massima espressione nei grandi formaggi stagionati, impreziosito dal lavoro di storici affinatori riconosciuti a livello globale come Beppino Occelli.