Il comparto del Prosciutto di Parma DOP si confronta con uno scenario macroeconomico complesso, caratterizzato da importanti volumi produttivi e da dinamiche geopolitiche sfidanti.
Durante la XXIX edizione del Festival di Langhirano, Alessandro Utini, Presidente del Consorzio, ha illustrato lo stato di salute della filiera, ricordando come nel 2025 siano stati marchiati 6,75 milioni di prosciutti, generando un valore alla produzione di circa 810 milioni di euro.
L’export si conferma strategico, assorbendo il 37% della produzione con quasi 2,5 milioni di pezzi e un fatturato di 315 milioni di euro. Tuttavia, il mercato statunitense, storicamente primario, ha registrato una contrazione dell’8% a causa delle recenti barriere tariffarie. L’intervento ha inoltre approfondito l’impatto delle modifiche al disciplinare, in particolare l’innalzamento della stagionatura minima a 14 mesi e del peso della carcassa a 180 chilogrammi.
Infine, Utini ha evidenziato l’importanza della formazione professionale, citando il ruolo di associazioni come ONAS nella diffusione della valutazione sensoriale per riconoscere la vera qualità del prodotto.
Il Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, Alessandro Utini: Prospettive del comparto DOP