La codifica della professione casearia in sala richiede uno sguardo che superi i confini nazionali. Massimo Arcalini, rappresentante della Guilde Internationale des Fromagers e membro della giuria al Maître Fromager 2026, ha valutato i concorrenti analizzando il gap tecnico e culturale che separa il servizio italiano dalla strutturata tradizione d’oltralpe.
Il regolamento, che ha imposto un limite massimo di una singola referenza straniera per selezione, ha permesso di osservare la capacità dei candidati di bilanciare il patrimonio locale con i grandi classici internazionali.
L’eccellenza in gara si è misurata nel profondo rispetto per il lavoro dell’artigiano e dell’affinatore, evidenziato attraverso gestualità tecniche ineccepibili durante le fasi di taglio e presentazione al carrello.
La Guilde Internationale des Fromagers a Varese: l’intervista esclusiva a Massimo Arcalini